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Arezzo

Si arrampica lungo la collina, Arezzo, là dove un tempo sorgeva la città etrusca. E’ un piccolo tesoro dall’anima antica questa cittadina della Toscana che mette insieme storia, cultura, arte e filosofia del buon vivere.Passeggiare tra piazze e borghi senza fretta è un vero piacere: un’esplorazione alla ricerca di bellezze nascoste e alla scoperta di monumenti e palazzi d’epoca. Tutto è a portata di gamba, comodo da raggiungere in pochi minuti.Vale la pena indugiare tra un viottolo e l’altro per cogliere lo spirito di questa città nata etrusca e cresciuta come libero comune medievale, così fiorente da ospitare una delle prime “università” europee. Per non lasciarsi sfuggire la magia dei particolari, la si deve percorrere con sguardo attento: i cortili interni degli antichi palazzi, i portali, le balaustre in battuto, reggifiaccole.Entrando dalla porta Nord, sulle vecchie mura che circondano la città subito s’incontra la Cattedrale, con l’affresco  della Maddalena di Piero della Francesca e le vetrate policrome del Marcillat.Si prosegue poi verso la Chiesa di San Domenico che custodisce la splendida Croce dipinta da Cimabue. Poco distante, c’è la Casa di Giorgio Vasari (artista del Cinquecento), completamente affrescata, e subito dopo il Museo d’Arte Medievale e Moderna che accoglie i dipinti dal XIII al XIX secolo.A pochi passi, da non perdere, le chiese di Santa Maria in Gradi, di gusto manieristico, della SS. Annunziata, notevole esempio del nostro rinascimento, e la “Badia” con una finta cupola dipinta da Padre Andrea  Pozzo nel Settecento dall’effetto di prospettiva perfetto.Ritornando alla Cattedrale e spostandosi questa volta verso il Prato e la Fortezza medicea si può godere di una vista straordinaria. Sotto, la città e, intorno, i colli che la circondano. Da qui si può scendere lungo via dei Pileati per raggiungere palazzo Pretorio con la facciata ricca di stemmi araldici, le Logge del Vasari, i ruderi del Palazzo del Capitano e la Piazza Grande, un incredibile ma armonico miscuglio di stili e scorci.E’ qui che ogni prima domenica del mese ci dà appuntamento  la più antica Fiera dell’Antiquariato d’Italia. Ma non solo. Due volte all’anno viene organizzato lo spettacolare torneo medievale della Giostra del Saracino, una rievocazione storica dalle origini antichissime, nata come esercizio di addestramento militare. Richiama la secolare lotta tra occidente cristiano e oriente musulmano.Il torneo svolse per tutta l’Età Moderna importanti funzioni sociali all’interno della comunità urbana. Si giostrava, infatti, sia in occasione della visita di grandi personalità (regnanti, principi), sia per celebrare particolari ricorrenze civili (carnevale, matrimoni).Una manifestazione davvero spettacolare che prende vita ogni anno ad Arezzo il penultimo sabato di giugno in notturna (Giostra di San Donato, patrono della città) e la prima domenica di settembre nel pomeriggio (Giostra di Settembre). Ne sono protagonisti i quattro antichi quartieri della città.La passeggiata continua alla Pieve di Santa Maria, capolavoro romanico caratterizzato da un’infinità di piccole colonne, l’una diversa dall’altra, e dal campanile in pietra alto ben 59 metri. Accanto, casa Bruschi, un vero museo dell’antiquariato, pieno di curiosità da scoprire una alla volta.Ci si sposta poi a Piazza San Francesco, un angolo particolarmente affascinante.Entrando nell’omonima chiesa si può ammirare uno dei capolavori assoluti dell’arte mondiale: gli affreschi del ciclo della “Leggenda della Vera Croce” che Piero della Francesca dipinse in questa basilica nel ‘400. Sono ancora tante le cose da non lasciarsi scappare prima di salutare Arezzo: il Museo dell’Oro, in via Fiorentina, testimonianza di un’arte antica che la città moderna ha saputo conservare e il Museo Archeologico, dedicato a Gaio Cilnio Mecenate, “inventore” del mecenatismo, dove è conservato il cratere di Euphronios, capolavoro unico della ceramica del VI secolo a.C. E ancora, l’Anfiteatro Romano, la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, appena fuori dalla città, le pievi romaniche di S. Eugenia al Bagnoro e di S. Paolo in San Polo.E quando è l’ora del pranzo, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Le Osterie nel centro sono moltissime. Tutte offrono deliziosi menù e una carta dei vini speciale anche per gli intenditori.

Fonte del Testo Alessandro Boncompagni www.italiamedievale.org

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